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Varesenews.it – Il “dolce e amaro” dell’evoluzione dei panifici nella provincia di Varese

Il profumo avvolgente del pane appena sfornato, la gentilezza del panettiere che conosce ogni cliente per nome e le quattro parole scambiate al banco che migliorano la giornata: momenti d’antan, legati a una tradizione che sembra destinata a svanire, per lo più nei piccoli paesi. Lo sa bene la storica panetteria di Castello Cabiaglio che se entro il 30 novembre non riuscirà a trovare nuovi gestori sarà costretta a chiudere le sue porte.Una sfida che rappresenta un capitolo di un più ampio racconto che traccia l’evoluzione e la resilienza dei panifici in provincia di Varese. Ne abbiamo parlato con Franco Borroni, segretario dell’Associazione Panificatori della provincia di Varese, che ha condiviso con noi la sua prospettiva sulla trasformazione di questo mestiere nel corso degli anni. «Quaranta anni fa, c’erano circa 500 panifici nella nostra provincia; oggi, ne rimangono meno della metà – spiega Borroni  -. Un drastico calo avvenuto in parallelo ai cambiamenti più ampi nella società e nelle abitudini alimentari. La grande distribuzione ha ovviamente influito notevolmente e le panetterie tradizionali che si sono “limitate” ad offrire solo pane, sono spesso quelle che hanno dovuto chiudere». Sono infatti molti oggi i fornai che oltre al pane propongono pizza, focacce, pasticceria da forno e, negli ultimi anni, anche un angolo caffetteria. «La professione – spiega Franco Borroni – si è modernizzata e adattata alle esigenze dei consumatori».Un mestiere che, come molti altri, ha dovuto “adeguarsi” alle circostanze ma che, nonostante le sfide, ha anche conosciuto cambiamenti positivi che hanno reso la professione del panettiere “più umana”. «Un tempo, la maggior parte dei fornai iniziava la giornata alle 2 del mattino – racconta ancora il segretario dell’Associazione Panificatori della provincia di Varese – ma con l’ausilio di attrezzature e macchinari moderni, molti ora iniziano a orari più decenti, alle 4 o 5 del mattino. Anche se ovviamente dipende dall’organizzazione interna di ciascuno». Nuove attrezzature e macchinari che, sebbene non di molto, hanno reso il lavoro meno faticoso, aprendo le porte del settore a un numero crescente di professioniste: «Anche se il lavoro rimane molto impegnativo, oggi vediamo molte donne nei laboratori delle panetterie e alcune di loro ….Continua a leggere su: Varesenews.it

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