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Slowfood.it -Irene Calamante: il pane come una volta per ritrovare le proprie radici

Irene Calamante, panificatrice di grani antichi, è una delle Dieci donne che salvano la terra, il progetto di Slow Food Italia che vuole dare valore e voce alle donne piemontesi che – spesso nell’ombra – lavorano per custodire la terra, produrre cibo buono, pulito e giusto, e cambiare il futuro. Irene è l’anima di Cuore di Pane, laboratorio di panificazione artigianale che sta contribuendo a salvare varietà tradizionali di cereali e mulini a pietra a Cabella Ligure, sulle colline dell’Alessandrino, al confine tra Piemonte e Liguria. Qui, in val Borbera, Irene ha deciso di tornare alle radici e alla natura. Ha lasciato la grande città frenetica e dallo spirito individualistico per trovare, in campagna, il senso di comunità che le mancava. In valle restava poco della vita che l’aveva popolata in passato, ma la determinazione e il progetto del forno agricolo le hanno permesso di ricreare quella comunità che cercava.Si è messa subito alla ricerca degli antichi molini a pietra che un tempo avevano animato questa valle selvaggia e dedita alla coltivazione di grani autoctoni e locali. «Un’intera valle dedicata alla cultura cerealicola, come poche. Tutti mi prendevano per matta a voler aprire un panificio in una valle spopolata, ma a me piaceva l’idea di fare il pane dove i grani della tradizione erano ancora prodotti. E chi era rimasto voleva fortemente ritrovare la comunità».  Continua a leggere su: Slowfood.it

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