GLI ESPERTI RISPONDONO, Promozione Punto Vendita

RISPOSTA – L’ IMPIANTO ELETTRICO NEL PANIFICIO

DOMANDA
Gentile Sig.Alfredo, forse non è la sezione giusta, ma sicuramente lei ne saprà piu’ di me, dovendo aprire un panificio, l’impianto elettrico deve essere a vista, internato nel muro o è indifferente? Grazie per la eventuale risposta.

RISPOSTA
Gent.le Sig. Luigi, grazie di aver pensato a Pianetapane per avere un parere di questo tipo, anche se non è proprio di mia specifica «competenza». Non sono un grande esperto di impiantistica civile e industriale ma posso comunque dirLe che – in riferimento alla Sua specifica domanda – la normativa attualmente vigente (D.M. 22/01/2008 n. 37; D.P.R. 462/01) prevede che l’impianto elettrico debba essere «adeguatamente protetto tenendo conto dell’attività condotta nei locali e delle relative caratteristiche (IPxx adeguato contro intrusione di polveri, corpi estranei, liquidi, vapori infiammabili, ecc. In cantine, stalle, porcilaie, serre, dovrebbero essere non inferiore a IP55. In fienili, essiccatoi, depositi cereali, va condotta un’analisi specifica)». Inoltre – come Lei saprà – dal Marzo 1990 tutti i lavori di nuova installazione o di adeguamento degli impianti elettrici devono essere eseguiti da un soggetto abilitato il quale, al termine del lavoro, dovrà rilasciare la relativa dichiarazione di conformità, eventualmente corredata da allegati tecnici obbligatori. Veda per maggiori dettagli il Regolamento 852/04/CE sull’igiene dei prodotti alimentari – Regolamento N. 1935/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 ottobre 2004 riguardante i «materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e che abroga le direttive 80/590/CEE e 89/109/CEE»  dove si dice che nei locali adibiti alla lavorazione di prodotti ad uso alimentare sono da rispettare le seguenti condizioni: 1) pareti intonacate e rivestite, per altezza non inferiore a m. 2, con materiali impermeabili, facilmente lavabili e disinfettabili | 2) soffitti e attrezzature sopraelevate devono essere realizzati in modo tale da evitare accumulo di sporcizia, formazione di muffa e caduta di particelle  |  3) le superfici e le attrezzature a contatto con gli alimenti devono essere idonee a tale scopo oltre ad essere facilmente pulibili, disinfettabili, in materiale liscio, lavabile, resistente alla corrosione e non tossico. Pertanto le parti degli impianti elettrici (canalizzazioni, prese, cassette, quadri, apparecchi di illuminazione, etc.) dovranno rispettare le condizioni sopra riportate e in particolare se «a contatto con gli alimenti», ovvero se adiacenti ai piani di lavorazione degli stessi, dovranno essere: «facilmente pulibili, disinfettabili, in materiale liscio, lavabile, resistente alla corrosione e non tossico». Alcuni materiali di uso comune nella componentistica elettrica (ad esempio vetroresina, acciaio zincato, PVC, alcune resine termoplastiche) non presentano caratteristiche fisico-chimiche adeguate per rispondere in modo completo alle prescrizioni di carattere igienico-sanitario. Pertanto le scelte dei materiali operate dal progettista e dall’installatore dovranno essere preventivamente verificate con il progettista della cucina o con il tecnologo alimentare o con il funzionario dell’ente di controllo (ASL/ARPA) ai fini del pieno rispetto delle prescrizioni igienico sanitarie. Considerando, infine, il fattore «puramente estetico», se l’impianto è «a vista» (cioè passante in apposite canaline esterne di dimensione variabile) suggerisco di mascherarlo dietro l’allestimento del punto-vendita o con la pittura, in modo che si confonda il più possibile: vedere una canalina di plastica bianca che scende, ad esempio, lungo la parete arancione non è il massimo. L’ideale – ovvio – è un impianto «incassato» nel muro, anche se – mi rendo conto – necessiterà di preventivi interventi di muratura, qualora non vi siano già pre-esistenti, per creare le tracce in cui far passare il cablaggio. Come avrà intuito un impianto esterno è di solito più economico perché può essere installato direttamente dall’elettricista senza dover chiamare prima il muratore. Per essere totalmente sicuro, comunque, consulti il Suo elettricista di fiducia o anche la sezione della Dottoressa Tina Esposito, esperta in normative tecnico/amministrative del settore alimentare. Mi tenga informato, grazie!

Alfredo Falcone – [email protected]

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