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Rincari nel mondo food: l’allarme di Federalimentare e AIBI

Già da tempo ci scontriamo con un dato di fatto: dopo la pandemia, una serie di concause hanno portato a forti rincari sulle materie prime. 

Gli aumenti non sono certo legati, come qualcuno dice, alla domanda in aumento, ma ad altri fattori in quanto le vendite alimentari sono sostanzialmente stazionarie e tutt’altro che remunerative”. Così descrive la situazione Federalimentari, supportando questi argomenti con gli ultimi dati Istat sul fatturato del “food & beverage”. L’industria alimentare ha registrato sui primi 8 mesi dell’anno un +5,7%  che si confronta col parallelo +5,3% della produzione.

La situazione è diventata insostenibile – ha dichiarato il presidente Ivano Vacondio sul tema – la mancanza di offerta delle materie prime non è una bolla, non terminerà a breve e questo porta ad un incontrollato aumento di costo delle stesse a cui si aggiungono il costo esorbitante dell’energia e degli imballaggi, il caro noli e il caro container. La situazione è molto grave e noi siamo pronti a fare la nostra parte. Per questo chiediamo fermamente al Governo e ai nostri rappresentanti a Bruxelles di aiutarci a tutelare il settore, le aziende e i consumatori. Il rischio è una forte contrazione del mercato con gravi conseguenze sulle imprese soprattutto quelle meno strutturate e, in generale, sull’occupazione, con ulteriori riduzioni sulla capacità di acquisto dei consumatori” .

Pane. Aziende dei semilavorati impegnate a contrastare l’ondata dei rincari

Il problema, che riguarda in maniera trasversale tutti i settori, investe il mondo food a più livelli.

“Mangiare pane non diventerà un lusso, ma il problema dei rincari esiste ed è impossibile ignorarlo”.

Così introduce l’argomento AIBI, l’Associazione Italiana Bakery Ingredients aderente ad ASSITOL, preoccupata dall’incremento costante degli ingredienti per la panificazione.

Gli aumenti delle materie prime e dei carburanti, purtroppo, sono una realtà – afferma Giovanni Bizzarri, presidente di AIBI –. Basta guardare gli indici Fao degli ultimi mesi per comprendere che il pane ed i prodotti da forno, giocoforza, sono le prime ‘vittime’ di questa ondata di rincari”.

Secondo le rilevazioni dell’organizzazione internazionale, riportate da AIBI, nell’ultimo anno i prezzi dei prodotti alimentari hanno subito un incremento del 33%.

Per le materie prime della panificazione va anche peggio: il grano ha registrato un incremento del 41%, lo zucchero del 50%, mentre gli oli vegetali sono lievitati del 60%. Lo stesso melasso da zucchero, materia base per il lievito, ha visto triplicare il suo costo. Ad influenzare negativamente le quotazioni delle commodities alimentari, il complicato andamento meteorologico dell’ultimo anno, che ha registrato pesanti gelate in Russia, il più importante produttore di grano, il caldo fuori noma e gli incendi in Canada, altro importante fornitore di cereali, e la siccità in India e Brasile, massimi produttori di zucchero. Questo complesso di episodi estremi ha causato il calo delle produzioni ed acuito ancora di più le difficoltà di approvvigionamento, legate alla ripresa tumultuosa dell’economia negli ultimi mesi. A questo quadro, si aggiunge l’aumento dell’energia, una delle variabili più importanti che pesano sul settore del pane.

Sui prodotti da forno, si fanno sentire anche gli aumenti di alluminio e carta, soprattutto ora che il packaging sta virando verso soluzioni più sostenibili.

Abbiamo già notizie di aumenti, seppure contenuti, per alcune tipologie di pane ed in alcune aree del Paese – commenta Bizzarri -. La tensione sui mercati della materie di origine agricola durerà almeno fino agli inizi del prossimo anno e, nel frattempo, gli aumenti delle materie prime si scaricheranno sui prezzi agli operatori i quali, prima o poi, saranno costretti a rivedere i listini”. Tuttavia, anche in questa tempesta, le imprese reagiscono con vigore. “Le aziende dei semilavorati della panificazione, pizzeria e pasticceria – sottolinea il presidente -, che AIBI rappresenta, sono impegnate a mantenere in equilibrio costi, produzione e qualità, consapevoli che il pane è l’alimento base della nostra dieta quotidiana e che la nostra filiera ha un ruolo sociale”.

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