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Repubblica.it – Con “GliEvitati” il pane che si produce in carcere

“GliEvitati” è un gioco di parole che dà il nome a un progetto nato per creare opportunità di lavoro per detenuti attraverso un buon pane, il pane “come si faceva una volta”. Da circa un anno nelle carceri di Cuneo e di Fossano sono in funzione laboratori interni di panificazione.“Lo facciamo perché le persone recluse non siano gli evitati”, lo slogan del progetto: 23 dipendenti, tra questi 12 detenuti, lavorano ogni giorno alla produzione di prodotti lievitati. Ogni giorno, si impasta, artigianalmente, acqua, lievito, sale, farine e olio d’oliva. L’intento è ricreare un pane fatto come in casa, il più genuino possibile. E’ una lavorazione con doppia lievitazione a 24 ore, molto idratata. Le farine utilizzate sono esclusivamente dei Molini Bongiovanni di Cambiano, grani cento per cento italiani: 25 mila i kg di farina lavorati al mese….Continua a Leggere su: Repubblica.it

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