Il prezzo del pane resta uno dei misteri più oscuri della storia del commercio, con rincari inspiegabili tra il costo della materia prima, il grano, e il valore affisso sul cartellino della pagnotta al negozio o al supermercato. Cinque-sei-sette volte tanto, ma si arriva anche a toccare nuovi picchi, è storia di questi giorni, con l’importo del frumento raccolto nei campi che va moltiplicato addirittura per dodici. Lo evidenzia la Coldiretti con tanto di numeri e raffronti tra i prezzi che troviamo nelle diverse città italiane. Il dato più importante, quello di base, è il valore del grano tenero che è venduto a circa 26 centesimi.

Il problema è che in media poi un chilo di pane dal fornaio costa 3,1 euro. Cartellini schizofrenici che partono dai 4,2 euro della pagnotta a Milano e passano per i 2,63 euro di Roma e i 2,95 euro di Palermo. Incidono ovviamente tanti fattori – poco gli altri ingredienti come lievito, sale e acqua, molto di più il costo del personale, dell’energia, dell’ammortamento degli impianti e del trasporto. Ma c’è una costante che fa riflettere: nonostante la forte variabilità del valore del frumento, negli ultimi anni i prezzi al consumo del pane non sono mai calati. Questo vuol dire che vista l’impennata del costo delle materie prime la situazione non può che peggiorare.

Assopanificatori, l’associazione che raggruppa panificatori e pasticceri, ha infatti lanciato l’allarme: «Già abbiamo avuto un’estate calda sul fronte dei prezzi del frumento – spiega il presidente Davide Trombini una dinamica sostenuta, che sta avvicinando i valori ai livelli record registrati nella precedente fiammata del mercato nel 2008. E per l’autunno si preannunciano forti incrementi anche per per farine, burro, olio e lieviti». I dati ci dicono che in un anno il frumento duro è aumentato del 9,9% e quello del tenero del 17,7%. Mentre si attendono per metà mese balzi a doppia cifra per quanto riguarda le farine. Non solo. Perché salgono anche i costi delle tariffe e dei carburanti che da aprile in poi hanno registrato delle crescite a due cifre. Più 15,7% ad agosto per l’energia elettrica, più 34% per il gas e più 16,8% per i carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto. «

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