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Pane con i grilli arriva in Finlandia: ogni forma contiene 70 insetti, pari al 3% del peso

Dal 24 novembre, in Finlandia è in vendita un nuovo tipo di pane con sostanze nutrienti: il pane con i grilli. L’iniziativa è di Fazer Bakery, un’azienda alimentare finlandese, che l’anno scorso ha registrato 1,6 miliardi di euro di fatturato. Per ora il pane “speciale”, data l’ancora limitata disponibilità degli insetti, è venduto da undici negozi della catena e l’obiettivo è di venderlo in tutte le 47 rivendite della compagnia entro l’anno prossimo. Il pane con i grilli ha un costo superiore a quello tradizionale: 3,99 euro, contro una media di 2-3 euro a pagnotta.

I grilli vengono aggiunti alla farina, dopo essere stati essiccati e macinati i polvere. Ogni forma di pane contiene 70 grilli, pari al 3% del peso totale. La farina di grilli viene acquistata in Olanda ma la compagnia finlandese sta cercando fornitori locali.

In questo modo, spiega la Fazer Backery, “offriamo ai consumatori una buona fonte di proteine e diamo loro anche un modo semplice per familiarizzare con il cibo a base di insetti. L’umanità ha bisogno di nuove fonti sostenibili di nutrimento”. Infatti, gli allevamenti di insetti utilizzano meno terra, acqua e mangimi rispetto a quelli di altri animali.

Nell’ottobre 2015, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato un parere scientifico, secondo cui la potenziale insorgenza di pericoli microbiologici derivante dal consumo di insetti è prevedibilmente simile a quella associata ad altre fonti di proteine non trasformate, nel caso in cui gli insetti vengano nutriti con sostanze per mangimi attualmente autorizzate.  L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha pubblicato un documento in cui si focalizza l’attenzione su differenti aspetti di questa risorsa alimentare. La Fao ha lanciato da alcuni anni il programma Edible insects per promuovere la pratica di mangiare insetti, già seguita da circa due miliardi di persone nel mondo, principalmente in Asia, Africa e America Centrale.

FONTE: http://www.ilfattoalimentare.it


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