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Pane fresco o pane conservato? Da mercoledì «destini» divisi

Entra in vigore mercoledì 12 dicembre il Decreto interministeriale che regolamenta la denominazione di «pane fresco» e «pane conservato». Parlano il presidente Aspan Bergamo, Massimo Ferrandi, e quello nazionale, il bergamasco Roberto Capello.

Viene così colmato un vuoto normativo di oltre 12 anni in seguito all’entrata in vigore del decreto Bersani del 2006 che aveva liberalizzato le licenze di panificazione. Solo oggi diventa reale la garanzia per il consumatore di acquistare pane veramente fresco e non semplicemente «caldo», spacciato per appena fatto. Tutti i consumatori avranno la possibilità di distinguere il pane fresco da quello conservato, precotto e surgelato o esclusivamente completato nella cottura sul punto vendita.

Il presidente Aspan Bergamo, Massimo Ferrandi, non nasconde la soddisfazione della categoria:«Accogliamo con soddisfazione l’entrata in vigore del decreto, frutto dell’iniziativa che la nostra Federazione ha promosso oltre dieci anni fa a tutela dei fornai italiani, valorizzando il prodotto (pane fresco), l’impresa (panificio) e la professionalità dei panificatori (responsabile di produzione)».

«Si completa dopo oltre 12 anni di attesa – aggiunge il presidente nazionale Aspan, il bergamasco Roberto Capello – il lungo iter iniziato con le proposte di modifica della Federazione Italiana Panificatori al Decreto Bersani, anche se nel frattempo in alcune regioni, tra cui la Lombardia, in attesa di un provvedimento nazionale e grazie all’impegno delle associazioni del sistema Federpanificatori, sono state emanate specifiche leggi regionali che hanno regolamentato la materia in modo più articolato, in ottica di una maggior tutela del consumatore».

In Lombardia la legge regionale n. 10 del 7 novembre 2013 ha infatti normato la definizione di «attività di panificazione», di «panificio», di «pane fresco» e di «pane conservato», introducendo anche la figura del «responsabile dell’attività produttiva» e istituendo il contrassegno regionale «Qui Pane Fresco» di cui i panifici possono dotarsi per attestare la vendita di pane fresco. Secondo le nuove regole che stanno per entrare in vigore, è denominato «fresco» il pane preparato secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante.

FONTE: https://www.ecodibergamo.it/

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