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Il pane campano vuole l’Unesco. E’ “guerra” contro la baguette francese

Dopo la pizza i napoletani hanno altri due obiettivi da candidare a Patrimonio Immateriale dell’Unesco: il caffè e il pane.

L’associazione dei panificatori campani Unipan, guidata da Mimmo Filosa, ha formalizzato la proposta per la candidatura a patrimonio Unesco dell’arte dei panificatori napoletani che sarà proposta alla Giunta regionale guidata dal Presidente De Luca per chiedere al Governo nazionale di proporla come patrimonio Unesco.

L’idea di candidare anche il pane campano a patrimonio Unesco è arrivata dopo la dichiarazione del presidente francese Macron di voler promuovere la baguette. Per i francesi, infatti, “la baguette è come la pizza e dunque merita di entrare nel patrimonio mondiale dell’Unesco”.

A dichiararlo è il presidente della Francia Emmanuel Macron che ieri sera ha ricevuto i ‘maitres boulangers’ all’Eliseo per una cerimonia di auguri. L’iniziativa è partita dal presidente della Confederazione nazionale della panetteria-pasticceria francese Dominique Anract ed ha trovato nel presidente della Francia il maggiore sostenitore.

La baguette, dopo la Tour Eiffel, è considerata uno dei simboli della Francia. “La Francia è un Paese di eccellenza nel pane, – ha affermato Macron – perché la baguette è invidiata nel mondo intero. Bisogna preservarne l’eccellenza e il savoir faire ed è per questo che bisogna inserirla nel patrimonio. Non solo il nome della baguette ma i suoi ingredienti e il modo di farla”.

“Conosco i nostri panettieri – ha continuato Macron -. Hanno visto che i napoletani sono riusciti a far entrare la loro pizza nel patrimonio mondiale dell’Unesco e si sono detti: perché non la baguette? E hanno ragione!”

E così, se Macron si sta attivando per far conoscere la baguette, dalla Campania si sono mobilitati già tantissimi maestri panificatori, professori ed esperti per supportare tecnicamente e scientificamente la proposta di inserire anche il pane campano nel Patrimonio Immateriale dell’Unesco.

“La tradizione partenopea non ha eguali al mondo sia per la bontà dei prodotti della panificazione che per l’immenso patrimonio storico e culturale legato a quest’arte e merita di giocarsi fino in fondo la chance del riconoscimento Unesco.

FONTE: https://amalfinotizie.it

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