(ANSA) – ROMA, 28 GIU – “La pizza oggi è sempre di più un piatto gastronomico a tutti gli effetti, con le creazioni che saranno inserite nei menu della prossima stagione, cerchiamo di creare un’emozione al palato che generi un ricordo positivo e piacevole”. Parola di Franco Pepe, della pizzeria Pepe in grani, uno dei pizzaioli star al Napoli Pizza Village che ha appena chiuso i battenti. All’evento organizzato sul Lungomare Caracciolo sono stati ben illustrati i trend della pizza napoletana per l’autunno/inverno prossimi.

Dalla fresca ‘Pizza Frutta’ di Gianfranco Iervolino con kiwi e salmone, all’audace ‘Pizza Tortellino’ di Stefano Callegari con brodo di carne e Parmigiano, fino alla sfiziosa e famosissima ‘Pizza Fritta Battocchio della Masardona’ di Vincenzo Piccirillo, sono solo alcune delle ricette che hanno stuzzicato il gusto e l’olfatto dei visitatori accorsi all’evento. “Street food al 100% è la pizza fritta, che eredito da mia nonna e ripropongo oggi nel mio menu – afferma Vincenzo Piccirillo della Masardona”. Famosa a Napoli ma poco diffusa nel resto d’Italia, sarà il nuovo trend per la prossima stagione nelle pizzerie di tutta Italia. “Farcita con la classica ricotta di bufala o con la provola affumicata, a cui abbinare ingredienti sorprendenti come i profumi delle arance e dei limoni della Costiera Sorrentina o della ricciola che aggiunge sapidità” – conclude Ciro Oliva della Concettina ai Tre Santi L’immancabile Gino Sorbillo con il fratello Antonio puntano tutto sulla semplicità, con l’aggiunta di ingredienti freschi e selezionati a metà o a fine cottura. Per la prossima stagione realizzeranno nelle loro pizzerie a Napoli e nel mondo, la Pizza bianca con farina bio, fiordilatte misto bufala, tonno e colatura di alici di Acquapazza. “La pizza buona può essere scoperta anche partendo da casa, solo conoscendo la bontà e l’eccezionalità degli ingredienti che compongono la vera pizza napoletana è possibile apprezzare quella gustata in pizzeria” – afferma Gino Sorbillo. “Parole d’ordine pochi ingredienti ma buoni e l’identità di quello che mangiamo” – conclude Gianfranco Iervolino di Morsi & Rimorsi.

FONTE: http://gds.it