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NEWS – CARLO DI CRISTO – IL PROFESSORE E LA LIEVITAZIONE NATURALE

Carlo Di Cristo è un biologo, ricercatore di zoologia presso l’università degli Studi di Sannio, ma con il pallino della panificazione a lievito naturale, studiata con l’approccio dello scienziato. Un autodidatta della panificazione, che ha saputo trasformarsi in un punto di riferimento per tanti addetti ai lavori, investendo nella propria formazione personale, perfezionando  la tecnica accanto ai maestri, mettendo a punto formulazioni di farine ideali per il lavoro che più gli interessava, ricercando i migliori molino sul territorio.

Salve, Carlo di Cristo, lei è un biologo, come è nata la sua passione per la panificazione? 

E’ una passione  nata per caso, ma con un approccio da Biologo. Godi di più nel lavorare sopra un prodotto, che non analizzarlo solo in laboratorio. Mi sono appassionato alla panificazione a lievito naturale. Un autodidatta che ha investito sulla sua formazione e perfezionando la tecnica accanto ai maestri del settore. Propensione forse trasmessa da mia madre, che in passato ebbe una salumeria. Nasce anche in seguito ad un invito da parte di una mia amica al Pasta Madre Day dove ebbi il mio primo approccio con il mondo della lievitazione. E da allora è stato tutto un continuo scoprire e sperimentare. La mia più grande soddisfazione oggi è guardare con gli occhi di un appassionato un pane sfornato e capire perché sia nato in quel modo. Ho iniziato a mettere ” le mani in pasta” concretamente nel 2014/2015. 

Come ha perfezionato questa sua passione per il pane? 

Con il tempo e la formazione, che secondo me è un punto fondamentale per fare un buon lavoro e per creare dei bravi professionisti. Ma nel mio caso ho fatto tutto da autodidatta. Nel settore della fermentazione delle farine biologiche era un settore che già conoscevo, come docente universitario in biologia, specializzato nelle Neuroscienze. Poi ha cominciato a frequentare diversi corsi sul pane. Ho cominciato una collaborazione con il Molino Grassi di Parma, ormai da quattro anni, per comprendere meglio cosa sono le farine. Ancora oggi non si punta molto sulla qualità delle materie prime. La grande distribuzione avrebbe dovuto fare molto più investimento sul prodotto pane, anche le salumerie dovevano fare e dovrebbero fare la stessa cosa, invece, per questioni di vendita fanno pane di bassa qualità. Non hanno educato né sé stessi, né il cliente. Per me è impossibile vendere del pane a 1€ al kg, soprattutto per i costi già legati alle materie prime usate, al tempo impiegato per la lavorazione per produrre il pane. Bisogna investire di più su farine e grani.

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