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Linkiesta.it – Le dimensioni contano, anche per il pane

Se girate per panifici e avete un occhio attento vi sarete accorti che c’è stato negli ultimi anni un grande cambiamento sugli scaffali. Ci sono sempre più pani grandi, e sempre meno pani piccoli e pani di tradizione regionale. Perché mangiamo pani più grandi e abbiamo dimenticato i pani piccoli e lavorati? Rischiamo di perdere l’enorme diversità dei pani italiani? Ci siamo fossilizzati sui pani grandi per tanti motivi, proviamo a elencarli tutti, iniziando dalla storia recente.Ormai un decennio fa, era il 2013, uno chef che allora aveva due stelle Michelin e che proprio l’anno dopo arrivò alla terza, Niko Romito, fece un cambio epocale nel suo menu degustazione. Passò dalla fetta che proponeva nei cestini all’inserimento della pagnotta calda, intera, a metà del percorso del Ristorante Reale. Era a tutti gli effetti una portata del menu, non accompagnava altro ma era il piatto in sé. Possiamo datare qui l’arrivo sulle tavole dei ristoranti di tono di un pane completamente diverso da prima, che…Continua a leggere su: Linkiesta.it

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