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Ilgiornale.it – Berberè, la pizza bolognese che ha conquistato il mondo

Sono partiti da Bologna, ma ormai è Milano la città in cui hanno il maggior numero di locali, cinque su diciassette (gli altri sono due a Bologna, uno a Castel Maggior, due a Firenze, tre a Torino, uno a Verona, uno a Modena, uno a Rimini e l’ultimo, il più meridionale, a Roma), oltre ai due aperti in Gran Bretagna. Una diffusione che ne fa una delle catene di pizzerie più presenti in Italia, e la quinta migliore al mondo secondo la classifica di 50 Top Pizza, la guida online di riferimento nel settore.

Parliamo di Berberè, fondata da Matteo e Salvatore Aloe, agli albori dell’epoca della rivoluzione “pizzaria”, quando si iniziò a dare importanza al lievito madre, alle lunghe lievitazioni, all’uso di farine e di ingredienti di alto rango, elementi che garantiscono un’alta qualità senza flessioni nei differenti punti vendita.

La pizza di Berberè è realizzata a partire da farine semi-integrali biologiche selezionate in collaborazione con Alce Nero, a cui vengono aggiunti acqua e lievito madre vivo nato nel 2010 a partire da una mela e una melagrana. L’impasto riposa per ventiquattr’ore a una temperatura tra i 20 e i 24 gradi e il risultato è una pizza croccante fuori e morbida dentro, uno stile a metà strada tra i classico napoletano e quello più basso alla romana. Volendo si possono avere anche impasti speciali come quello – leggerissimo – ottenuto con idrolisi degli amidi, in cui l’autofermentazione del grano spezzato consente di evitare l’uso dei lieviti. In alcuni giorni, il venerdì e il sabato, c’è anche il Biodiverso, un impasto multicereali. Gli ingredienti sono freschi e selezionati con cura, quasi tutti provengono da piccoli artigiani e da allevamenti estensivi. Continua a leggere su: Ilgiornale.it

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