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Gamberorosso.it – Firmare la pizza col timbro rovente: l’ultimo delirio autocelebrativo degli ego-pizzaioli

Siamo abituati a veder utilizzare il marchio a fuoco, oltre che alla maniera antica, sui capi di bestiame, sui formaggi e, in particolare, sui prodotti a denominazione, come Parmigiano o Prosciutto di San Daniele, che nella timbratura portano anche informazioni di tracciabilità. Da qualche tempo questa particolare firma è arrivata, come strumento di marketing, nella ristorazione. Va di moda servire hamburger e hot dog con frasi o simboli impressi a fuoco: nella maggior parte dei casi sono i laboratori di panificazione all’ingrosso che personalizzano per i propri clienti le partite di panini richieste, con il logo o il nome del locale. Il passo ulteriore, però, arriva dal mondo pizza: è Alessandro Miele, giovane pizzaiolo napoletano, ad aver lanciato il timbro pizza®, uno strumento di timbratura a fuoco da utilizzare sui cornicioni delle tonde appena uscite dal forno (o sulle pizze fritte appena scolate dall’olio) per firmarle e personalizzarle.

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