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Fulvio, terza generazione di mugnai

«Mio nonno Felice mi ripeteva sempre che la terra è stanca di continui pesticidi e degli erbicidi che impoveriscono il terreno e quindi un produttore deve sentirsi sulle spalle la responsabilità di creare un prodotto sano e nutriente». Fulvio Marino, classe 85, rappresenta la terza generazione di una famiglia di mugnai che da oltre 60 anni tramanda di padre in figlio l’arte molitoria.

Correva l’anno 1956 quando Felice Marino, commerciante di bestiame acquistava il piccolo mulino di Cossano Belbo attrezzato per la macinazione a pietra naturale e a cilindri.

«Era è uno dei più antichi mulini del Piemonte- afferma il Fulvio –  Nonno Felice iniziò ad apprendere il mestiere e ad ambire fin da subito alla qualità, a lavorare grani più gustosi, che magari producevano un po’ di meno sul campo, ma che davano un risultato migliore nella farina».

L’obiettivo di Felice Marino era chiaro fin da subito: produrre farine biologiche che rispecchiassero il più possibile quello che era stato fatto sul campo, non additivate e senza alcun miglioratore.

«Nel 1994 – racconta Fulvio –  mio padre Ferdinando e mio zio Flavio hanno portato in azienda una maggiore consapevolezza della qualità, della comunicazione della qualità del prodotto ai panificatori e maggiore tecnologia nella sicurezza alimentare, nella pulizia dei cereali, con macchinari che permettono di avere prodotti sempre più puri e più sani, stando attenti al non utilizzo di pesticidi, conservanti ecc.  Appena è stato possibile hanno aderito alla certificazione biologica ratificando anche “su carta” quello che il nonno ha fatto da sempre».

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Il mulino era costituito da tre palmenti azionati con forza idraulica. Questo sistema di macinazione è una vera e propria arte e, come tutte le forme d’arte, richiede passione ed esperienza.

Per non bruciare le farine, le grandi pietre circolari francesi devono essere martellate periodicamente per ottenere il giusto grado di ruvidità al centro e la giusta levigatura verso l’esterno a seconda del tipo di cereale da macinare.

Oggi l’attività è portata avanti dai Flavio e Ferdinando, ma già la terza generazione dei nipoti Fausto, Fulvio e Federico è attiva e pronta a prendere le redini ed apprendere i segreti di questo antico mestiere.

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Fulvio, con in tasca una laurea in Scienze della Comunicazione, si occupa della panificazione, ossia di trasformare la farina bagnandola con l’acqua ed è lui ce gestisce il rapporto diretto con gli agricoltori.  «Non utilizzando chimica nelle nostra farine- ammette Fulvio –  non additiviamo con nessun miglioratore e quindi abbiamo bisogno che le aziende agricole con cui collaboriamo siano in stretto contatto con noi».

«Come terza generazione – asserisce il giovane mugnaio – stiamo ancora imparando molto, ma tra i nostri obiettivi c’è sicuramente quello di portare avanti la tradizione con uno sguardo importante verso tutto quello che è innovativo».

«Oggi, il nostro traguardo più importante è quello di riuscire ad arrivare al territorio con una varietà diversa di cereali alternativi come l’enkir, o triticum monococcum , noi abbiamo raccolto diverse famiglie di questo cereale, riunite in un’unica popolazione che siamo andati a seminare in Alta Langa, ha poco glutine, l’agricoltura deve produrre meraviglie e noi abbiamo l’obbligo di svilupparle, l’enkir è un cereale che cresce in territori marginali, dove altri grani , vero cereale biologico, non ha bisogno di aiuto da parte dell’uomo per questo in futuro sarà fondamentale inserirlo nella nostra alimentazione quotidiana»

FONTE: http://nuvola.corriere.it

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