Forno Brisa lancia un crowdfunding per crescere

Il paese dei balocchi esiste: a Bologna si chiama Forno Brisa. Quella che inizialmente poteva sembrare una piccola realtà destinata magari a fallire di lì a poco, vista la crisi che il settore della panificazione ha attraversato negli ultimi anni, si è invece trasformata in un’attività solida e in continua espansione. Galeotta fu l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che diede l’opportunità a Pasquale Polito e Davide Sarti di incontrarsi e gettare così le basi di questo ambizioso progetto collettivo al quale collaborano oggi 32 giovani che, come piace loro sottolineare, sono tutti titolari della squadra del Forno Brisa. Si è subito imposta per la sua formula innovativa: prorompenti pagnotte da 2 kg (in netta contrapposizione rispetto al pane di piccola pezzatura consumato in città) sfornate di giorno – rivoluzionando così il mestiere del fornaio – una comunicazione diretta e schietta e un’azienda agricola di proprietà in cui viene attualmente coltivato il 35% del grano utilizzato per la produzione del pane. Come dice la mission, cambiare il mondo una pagnotta alla volta.

Oggi Forno Brisa punta infatti a un ulteriore sviluppo dando l’opportunità a tutti i suoi sostenitori di acquistare delle quote e diventarne soci, cosa possibile attraverso la sua prima campagna di equity crowdfunding (strumento meritocratico e democratico), attiva dal 14 novembre fino al prossimo 15 gennaio sulla piattaforma Mamacrowd. Chiunque lo desideri potrà investire sulla gang del pane bolognese, acquistando quote (di due tipi, A e B) che partono da 240 euro; coloro che investiranno almeno 20.000 euro avranno, oltre ai diritti amministrativi e patrimoniali previsti per tutti, il diritto di voto in assemblea e liquidazione

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