Dolci e pane lavorati in modo artigianale: «Ve li faccio vedere io»

SENIGALLIA – L’impasto, la lievitazione naturale, la cottura, le materie prime di qualità e la loro lavorazione. Sono solo alcuni degli argomenti che vengono trattati a Pane Nostrum, la festa internazionale del pane e dei dolci da forno che torna da ben 17 edizioni ad animare il centro storico di Senigallia.

Tra gli ospiti dell’edizione 2017 c’è Massimo Vitali, panificatore, pasticciere, docente e consulente di Cesenatico (FC). Un “bakery chef” – come si usa dire in gergo – che usa farine non eccessivamente raffinate, uova, burro, panna centrifugata, frutta di alta qualità e solo aromi naturali per creare speciali dolci e prodotti da forno in modo del tutto artigianale.

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«Beh, non si può prescindere dalle materie prime – racconta Vitali a Centropagina.it – quando si fa questo mestiere con passione e amore. C’è una costante ricerca del prodotto di qualità, che è praticamente la base per poter creare dolci e lievitati di eccellenza».

Come lavora un bakery chef? E’ un artigiano del forno?
«Assolutamente si! Per quanto mi riguarda, lavorare in modo artigianale significa rispettare i tempi con lievitazione naturale, scegliere i prodotti migliori, usare aromi naturali: contribuiscono attivamente al miglioramento delle caratteristiche organolettiche. E poi significa eliminare i coadiuvanti chimici e tutto quanto possa dare un sapore artificiale o industriale al tuo prodotto. Infine metterci tanto amore».

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Lei terrà domenica 24 settembre un corso alla festa internazionale “Pane Nostrum” di Senigallia: cosa farà vedere?
«Nelle mie due lezioni cercherò di far capire i passaggi per la creazione di un panettone, partendo quindi dal lievito madre, dall’impasto per arrivare alla lavorazione e alla cottura. Faremo vedere come si prepara un lievitato di qualità con ingredienti naturali. Il mio non è un panettone troppo dolce, sia per contenere zuccheri e sale (che esalta la sapidità), ma soprattutto perché voglio far percepire anche gli altri ingredienti e aromi».

Come si coniuga la voglia di dolci con la tendenza di oggi a una dieta equilibrata e a uno stile di vita sano?
«Innanzitutto scegliendo con cura sia la qualità, sia la quantità. Io dico “Poco ma buono”: è un po’ la regola che mi ha sempre contraddistinto. Sono convinto infatti che sia giusto orientarsi verso un’alimentazione corretta accompagnata da un sano stile di vita, ma anche concedersi un break, purché sia di qualità. Solo con l’artigianalità del prodotto possiamo essere sicuri di ciò che mangiamo».

FONTE: http://www.centropagina.it

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