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Corriere.it – Il pane di Altamura patrimonio Unesco, un pasticcio

Una risoluzione unanime della Camera dei deputati impegna il governo a valutare l’ingresso del noto «Pane di Altamura» nel Patrimonio immateriale dell’Unesco. Detto così, chi non applaudirebbe? Sarebbe il giusto riconoscimento alla sapienza degli artigiani del pane di Altamura, il primo pane Dop in Europa, nel 2003 (gli altri due Dop italiani sono il Pane toscano e il siciliano Pane del Dittaino). È perciò quanto meno strano che si sia chiesto all’Unesco di accogliere nel proprio patrimonio non il «Pane Dop di Altamura», ma un generico «Pane di Altamura», come ha fatto il deputato della Lega autore di una proposta (appoggiata dai colleghi di tutti i partiti) che è, nella più benevola delle ipotesi, un errore imperdonabile, una sorta di nuovo «caso-Ferragni», poiché di fatto si sostanzia nel medesimo inganno di massa per gli interessi di pochi. Il «Pane Dop di Altamura», infatti, secondo il disciplinare Ue, può essere prodotto solo con farine ricavate da specifiche varietà di grano coltivate in una precisa area geografica, e quindi in una quantità limitata. Perorare invece la causa di un generico «Pane di Altamura» (quindi anche di un pane non fresco, non artigianale, per giunta prodotto con farine di grani provenienti da qualunque parte del mondo) è peggio di un crimine, è un errore, ed è una manifestazione di grave ignoranza, poiché la differenza tra i due prodotti è abissale. Continua a leggere su: Corriere.it

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