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Corriere.it – Davide Longoni: «Nei miei panifici manager e avvocati trovano una seconda vita»

Si ricorda perfettamente quando, era il 2013, nel negozietto di via Tiraboschi i clienti gli chiedevano: «Ma siete sicuri di aver scelto la posizione giusta?». Dieci anni dopo Davide Longoni, «papà» della panificazione moderna italiana, ha conquistato Milano. È stato il primo a proporre in città i «pani agricoli», pagnotte di grandi formati realizzate con lievitazione naturale e grani antichi, integrali, frutto di una filiera ben precisa. «Volevo segnare il distacco dal forno dei miei genitori, a Carate Brianza, dove si faceva lo stesso pane bianco da anni — racconta Longoni, classe 1973 —. Avevo in mente un pubblico gastro-fighetto, gourmet, foodie, insomma con un palato allenato, vicino al mondo del vino naturale a cui mi ispiravo anche io. E invece mi sono ritrovato a servire le signore vicine di casa, a dialogare molto con il quartiere: ho capito che Milano aveva bisogno di pane di qualità perché c’era all’epoca, e c’è ancora oggi anche se in misura un po’ minore, un vuoto in questo settore». Ecco perché Longoni punta a diventare sempre più capillare in città: a fine marzo inaugurerà un nuovo panificio in piazza Piemonte, il sesto a Milano (dopo Tiraboschi, Santa Maria del Suffragio, Bronzetti, Mercato Centrale e San Michele del Carso, ciascuno con dimensioni e funzioni diverse, a cui si deve aggiungere il laboratorio di via Tertulliano). E da qui al 2030 l’obiettivo è non fermarsi: «Ho in mente almeno altri quattro-cinque forni, idealmente ne vorrei uno in ogni quartiere: i panifici diventano dei luoghi di relazione che fanno stare meglio la comunità». Con 65 dipendenti — «Siamo partiti in sei, diventeremo 100», precisa……..Continua a leggere su: Corriere.it

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