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Cornetto, brioche, croissant: tutte le differenze tra i tre prodotti

Cornetto, croissant o brioche? Mettere d’accordo gli italiani da un punto di vista meramente grammaticale è cosa alquanto astrusa, proviamo almeno a cercare di capire le differenze tra queste tre pietanze. Lo diciamo subito: cornetto, croissant e brioche non sono sinonimi, sono tre dolci ben distinti, anche se in Italia c’è molta confusione in merito.

È possibile che alle 8 del mattino un milanese e un napoletano stiano facendo colazione contemporaneamente nelle rispettive città: uno con “cappuccio e brioche”, l’altro con “cappuccino e cornetto” mangiando esattamente la stessa cosa. Chi ha ragione tra i due? Il napoletano. L’uso della parola brioche è improprio ed è molto diffuso nel settentrione. Vediamo di fare chiarezza su questa annosa questione e su tutte le differenze di ingredienti, impasti e storiche tra brioche, cornetto e croissant.

Cornetto, brioche e croissant: vediamo la differenza

Cornetti, brioches e croissant sono diversi in tutto: forma, ingredienti, storia, impasti, ripieni. Non c’è nulla che queste tre dolci da forno ben distinti e separati abbiano in comune se non un beffardo destino: la grande distribuzione ha appiattito queste differenze, impoverendo il nostro lessico e la nostra capacità di decidere in base alla preferenza tra l’una e l’altra pietanza. Fortunatamente negli ultimi anni c’è una riscoperta della pasticceria classica e questo sta portando enormi risultati in termini qualitativi, grazie anche a una pronta risposta del mercato perché le persone sono affamate di cose buone da mangiare.

La brioche: protagonista della più grande fake news “gastro-storica” di sempre

“Se non hanno il pane, che mangino le brioches”, questa celeberrima frase è stata sempre falsamente attribuita a Maria Antonietta, in riferimento al popolo ribelle durante la “guerra delle farine” per l’aumento del costo del pane. In realtà la povera regina di Francia, decapitata nel 1793, pur non brillando in simpatia non ha mai proferito queste parole. La frase è stata scritta da Rousseau nelle “Confessioni”, in riferimento a un evento del 1741, quando Maria Antonietta non era ancora nata. Il filosofo svizzero  fa effettivamente riferimento a una “principessa” ma non è, ovviamente, la donna degli Asburgo.

Questa fake news è però antichissima: è stata messa in giro proprio durante la Rivoluzione Francese proprio per screditare Maria Antonietta. In base ai testi tra le tante frasi presuntuose e fuori luogo della moglie di Luigi XVI, non c’è nulla in riferimento al dolce francese. Nell’immaginario collettivo italico questa affermazione non ha neanche tanto senso: perché accomunare un pezzo di pane a un cornetto? Perché in realtà la brioche, nella forma ottenuta dalla ricetta tradizionale, ricorda proprio un pezzo di pane.

In Italia c’è poi un’altra fake news, quella che la vede come sinonimo di un cornetto. Non è così: la brioche è la brioche, ha una sua dignità. Questo lievitato di origine francese è fatto con burro, farina, zucchero, uova, lievito, acqua e strutto. A differenza di croissant e cornetto, questo dolce presenta una quantità di burro e zucchero decisamente maggiore, è più soffice e più gonfio. Nella versione tradizionale francese è un pezzo unico, molto grande, dal quale è possibile staccare degli “involucri” più piccoli, in maniera molto simile al danubio napoletano.  La versione più celebre in Italia è sicuramente la brioche siciliana col “tuppo”, un dolce con una pallina di impasto sulla superficie. Nel primo caso la brioche è spesso vuota, ma può essere farcita con creme al cioccolato o con altre marmellate. Nel secondo caso la brioche va rigorosamente inzuppata nella granita o farcita con dell’ottimo gelato. Una vera delizia (molto diversa da cornetti e croissant però).

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