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Cibotoday.it – In un forno di Roma per capire come si fanno le rosette (e perché non le compra più nessuno)

Leggera, digeribile, vuota all’interno quel che basta per accogliere farciture di qualsiasi tipo (‘mortazza’ in primis). E allora come mai, a Roma, le rosette non le compra quasi più nessuno? “Sono i tempi che stanno cambiando, e oggi il pane si mangia in un altro modo”: parola del quasi ottantenne Tiziano Di Giannantonio, proprietario del forno omonimo in zona Re di Roma che le produce senza sosta da 65 anni. Ma in quantità sempre più risicata, nonostante la mitica pagnotta soffiata resti al centro dei ricordi di tanti romani. Nel video più sotto c’è il racconto, direttamente dal laboratorio, di come si preparano…..Originario di Rieti, il signor Tiziano — per tutti ‘Tizio’ — si è trasferito a Roma da adolescente. “Ho cominciato a consegnare il pane da ragazzino, era il 1955”, racconta da dietro la cassa, “e due anni dopo ho imparato a farlo anche io”. Ha lavorato in tante botteghe, “e ho aperto questa 33 anni fa. Comunque può scriverlo: sono uno dei fornai più longevi di Roma!”. Lo si trova infatti ancora tutti i giorni al forno di Via Ceneda, al lavoro insieme al figlio Mario e a diversi collaboratori che li affiancano nella produzione e servizio….Continua a leggere su: Cibotoday.it

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