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BRAVE, FORTI E MAMME.
ECCO LE DONNE DEL PANE.

Giovanni fin da piccolo non ha mai voluto «pesare» sulla famiglia e a 13 anni era già garzone di un forno a Barzana, nel bergamasco. Poi – siccome fermo non ci poteva proprio stare – dopo essersi fatto le ossa decise di aprire un panificio tutto suo a Brembate di Sopra. Ma quando i grandi supermercati presero a spuntare un po’ ovunque, a Giovanni venne l’intuizione di trasformare quel forno in un piccolo minimarket di quartiere dove si poteva comprare quasi tutto. Nel frattempo erano nate le sue due figlie anche se il primo amore – quello per la farina – stava sempre là, pronto a balzar fuori. «Non è mai troppo tardi per tornare in pista», pensò Giovanni, quando decise di ricominciare col pane. E per aggiornarsi, imparare prodotti nuovi di qualità, andò a far pratica da uno dei migliori artigiani di Milano, come un qualsiasi apprendista, solo che lui aveva 50 anni suonati. Il negozio di Brembate tornò a produrre ottimo pane e a seguire – nel 2013 – venne inaugurato l’altro punto vendita, a Bergamo. [continua dopo la foto] 

 
Patrizia Rota Biasetti
 – secondogenita – come il papà Giovanni si alzava alle 4 del mattino, lavorava sodo al panificio e poi andava a scuola. E così fino alla maturità. Poi chiese di passare al turno di notte, quello lungo che parte alle 1 e finisce a mezzogiorno e se l’è tenuto fino a che non è diventata mamma, 3 anni fa. Adesso Patrizia è subentrata al padre nella gestione dell’attività, ereditando – come la sorella – l’amore per la farina e per il profumo di pane. «Differenziare, sperimentare, offrire nuovi gusti e prodotti, questo ci identifica in modo particolare» – dice – «Oltre a quello di tutti i giorni sforniamo pani speciali, leggeri, di altissima qualità, ma anche crostate e dolci di stagione. Biscotteria senza farina e senza uova, Torte con la margarina al posto del burro, insomma mai una linea banaleMolti ottimi ristoranti hanno scelto noi per la fornitura giornaliera di pani personalizzati». [continua dopo la foto] 

 
«Come lievito 
ho scelto quello classico di birra, selezionando un tipo di alta qualità. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare il lievito non fa gonfiare ma esaurisce il suo compito durante la cottura e rende il pane soffice, leggero. Se incorri in degli inconvenienti successivi significa che sono subentrati dei problemi durante la lavorazione e c’è stato scarso controllo». Chiediamo a Patrizia di approfondire. «La temperatura, il tipo di acqua, tutto concorre a fare un buon prodotto. Ma – soprattutto – ci vuole pazienza, perché il lievito ha bisogno di tempo: con la fretta si ottengono spesso scarsi risultati». [continua dopo la foto] 

 
A proposito di fretta, come si concilia la complessa attività del panificio – la gestione dei fornitori, del laboratorio, del personale e del punto vendita – con gli impegni quotidiani della vita in casa«Sono mamma due volte – premetto – e se mi fossi fermata a pensare ai problemi del futuro non avrei mai preso questa decisione. Volere è potere, dico sempre, e io ho sempre voluto metter su famiglia» – poi prosegue – «Confesso che non ho mai pianificato nulla nei dettagli, non ho mai programmato. Affronto e risolvo le difficoltà mano a mano che si presentano, senza mai fermarmi. Anche se, devo dire, una grossa mano nel seguire i ragazzi me la sta dando mia mamma…» [continua dopo la foto] 

 
Il COVID in Lombardia e, soprattutto, a Bergamo e nelle valli è andato giù duro. Cosa ti ricordi di quei giorni, quando erano aperti solo i panifici e poche altre attività? «Abbiamo lavorato tutti a testa bassa, senza guardare quello che succedeva fuori. Vedevo crollare psicologicamente alcuni nostri clienti, non scherzo, ma ci siamo impegnati ancora di più perché questo virus è entrato tra noi senza preavviso e non volevamo farci trascinare nella paura» – Per aiutarli avete fatto qualcosa? «Oltre consegnare la spesa a domicilio e fornire consigli pratici e materie prime per fare il pane in casa, ci siamo inventati un kit-pizza, composto da pomodori, mozzarella, olio e la nostra pasta per la pizza, pronta per essere stesa, farcita e infornata. E’ stato un successo e molti che non ci conoscevano prima, adesso sono diventati clienti abituali». E allora ciao Patrizia, donna del pane. Brava, forte e mamma. [continua dopo la foto] 

 
Alfredo Falcone
[email protected]

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