Una ventesima edizione della Sagra del pane di Villaurbana che rimarrà sicuramente nella storia. Un bagno di folla ha, infatti, gremito le oltre quaranta postazioni di produzione, degustazione e vendita lungo il percorso, animando le vie e le piazze del centro storico, in modo particolare nella giornata di domenica.

Molto apprezzati sono stati gli allestimenti al museo Casa del Pane, che hanno creato un connubio tra arte e tradizione accogliendo gruppi provenienti da Villaurbana, Ittiri, Osilo, Nuoro e Meana Sardo. La protagonista assoluta della manifestazione è stata, tuttavia, la panificazione e la cottura dal vivo realizzata da abili donne del paese in costume.

Riscontro positivo dei visitatori anche per i simpatici giullari provenienti dall’Abruzzo, per i musicisti arrivati dalla Baviera e per i bravissimi suonatori di organetto che hanno eseguito vari balli sardi.

«Il successo è anche merito del grande impegno che tutta la comunità profonde tutto l’anno – ha affermato il sindaco Paolo Pireddu – una scommessa ormai vinta sulla valorizzazione dei prodotti della tradizione, sani e di qualità, che sempre più persone hanno voglia di riscoprire».

Per la prima volta sono state aperte le porte alle eccellenze gastronomiche provenienti da tutta la Sardegna con l’allestimento di un’apposita “Pratza de su pane”. Una superlativa riuscita della manifestazione che permette agli organizzatori di puntare ancora più in alto per fare di Villaurbana l’ombelico del mondo della panificazione tradizionale.

«L’idea è quella di far partire dal 2019 il Festival internazionale “Le vie del pane” – spiega il primo cittadino –un festival che prevediamo di realizzare ogni due anni, in primavera, a sei mesi di distanza dalla Sagra, con la partecipazione di rappresentanze di tutti i continenti, formate da operatori che seguano la propria tradizione nel segno della qualità. Pensiamo sia una formula vincente per confrontarsi con altre importanti realtà a livello globale e portare il nome di Villaurbana nel mondo».

L’obiettivo primario dell’Amministrazione comunale è ora quello di elaborare  un disciplinare di produzione per garantire sia il consumatore che il produttore sulle caratteristiche di qualità del prodotto. Ciò grazie alla collaborazione di esperti di settore e delle massaie più preparate del paese. Sono imprescindibili alcuni elementi come l’utilizzo di farine di grano duro, la macina a pietra, la lavorazione almeno in parte a mano e la cottura nel forno a legna. Da non trascurare nemmeno l’utilizzo del tipo di legna (lentischio, olivastro o leccio) e la pulitura dei forni attraverso le tradizionali “scope” artigianali di lentischio o malva.

FONTE: https://www.sardegnalive.net