Sui Nebrodi dai grani antichi al pane. Il ruolo delle scuole

Ricostruire la filiera del grano lavorando su due fronti: quello della ricostruzione dei valori grazie alla collaborazione con la scuola e quello della produzione di grani antichi finalizzata alla creazione di una filiera del pane.  Sono i punti di una strategia avviata a Galati Mamertino, in provincia di Messina, sui Nebrodi e che si è concretizzata la scorsa settimana con due eventi. Un progetto già presentato nel corso della quinta edizione del Festival del giornalismo enogastronomico che si è tenuto a Galati Mamertino a settembre dello scorso anno e che ora si è concretizzato, di fatto, con la prima trebbiatura del grano coltivato a portella Gazzana,  in un terreno che sta a cavallo tra Galati Mamertino e Longi, proprio nel cuore del Parco dei Nebrodi. Progetto portato avanti da alcuni imprenditori del luogo e in particolare da Pino Drago, con la sua Drago Farm, e Giacomo Emanuele.  Due strade un’unica meta: riavviare in quest’area dei Nebrodi la coltivazione dei grani antichi di Sicilia. Non è un caso che nel gruppo vi sia anche l’Antico Mulino a Pietra di Longi, attivo sul fronte della trasformazione e della produzione di pane, pasta, dolci.

E quello che potrebbe sembrare un mero evento folkloristico è invece la base di partenza di un percorso che coinvolge le scuole, la Società di Mutuo soccorso, la Pro Loco e altre associazioni. Interessante, per dire, il progetto portato avanti da Pino Drago che ha coinvolto le scuole grazie alla sensibilità dimostrata dalla dirigente scolastica Rita Troiani e l’Istituto regionale di granicoltura: “Abbiamo creato un piccolo campo sperimentale di grano nel cuore del paese – racconta Drago- , un pezzo di terreno che ci è stato concesso gratuitamente da Fernando Stazzone, ai margini di un immobile bellissimo come Villa Margherita. Qui abbiamo seminato e insieme ai ragazzi delle scuole abbiamo seguito l’intero ciclo del grano”. Che si è concluso la scorsa settimana, il 12 luglio, con la mietitura e la successiva  pisera (il pestare con gli zoccoli del cavallo o con mangani (bastoni) le gregne di grano sull’aia) e contestualmente il pane preparato dalle massaie galatesi. “Per noi – dice Rita Troiani – è davvero un grande successo: lo dimostra la partecipazione dei bambini che hanno partecipato numerosi nonostante la scuola sia finita da un pezzo”. Un lavoro doppio, quello di Drago, di costruzione di una cultura del lavoro e di educazione alimentare con il ritorno alla produzione del pane con i grani antichi locali . Un progetto che sarà spiegato in dettaglio nel corso di un’altra manifestazione che si terrà sempre a Galati Mamertino a metà agosto (il titolo dovrebbe essere Bread, woman and wine).

In parallelo si sviluppa il progetto di Giacomo Emanuele che ha seminato, insieme ad altri due imprenditori del luogo, venti ettari di terreno con grani antichi di qualità di grano duro: perciasacchi, senatore cappelli, bufala nera e russello, grano tenero maiorca.  Frummentu è il titolo della festa della mietitura che si è svolta domenica 14 luglio: a partire dalle otto del mattino con la mietitura a mano  e poi nel pomeriggio con rinfreschi e assaggi negli stand preparati dall’organizzazione.  In questo caso da segnalare la partecipazione  e il sostegno di tre testimonial d’eccellenza di “Diamo una mano al grano”: lo chef Pasquale Caliri del Marina Del Nettuno, il pasticcere Lillo Freni dell’omonima pasticceria ed il bakery chef Francesco Arena del panificio Masino Arena.  Le farine prodotte con il grano dei Nebrodi troveranno impiego nelle preparazioni gastronomiche delle tre eccellenze messinesi.

FONTE: https://www.economysicilia.it