Runditt, le sfoglie piemontesi un po’ pane e un po’ crepes

In Val d’Ossola, ed in particolare in una delle sue sette valli, la Val Vigezzo, si produce sin da epoca antica una specialità a metà strada tra un pane ed una crepe. Si tratta dei Runditt, delle sfoglie sottili a base di acqua e farina cotte sulla piastra e legate ad antiche usanze di origine celtica.

LA TRADIZIONE
La preparazione dei Runditt, sfoglie sottili di acqua e farina originarie della Val Vigezzo, viene, generalmente, fatta risalire ad antiche tradizioni celtiche. Nel tempo, specialmente nel comune di Malesco, dove le donne si tramandavano la ricetta di madre in figlia, questa specialità assunse vere e proprie connotazioni rituali rappresentando parte integrante dei festeggiamenti legati ad alcune particolari ricorrenze tra cui il Carnevale, la festa di San Biagio, Ognissanti e la “Benedizione della Gola”.Oggi la sua preparazione coinvolge diverse zone della regione dove vengono servite differenti varianti dei Runditt.

LA DENOMINAZIONE
Nota coma Runditt, generalmente usato per la forma plurale, o rundijn, per quella singolare, questa ricetta piemontese deriva probabilmente il proprio nome dal termine latino “Rutundum”, con riferimento, forse, alla forma della base arroventata su cui un tempo veniva tirata la pastella. Il legame con la tradizione locale e gli sforzi profusi per salvaguardarne e promuoverne la ricetta hanno consentito al prodotto di ottenere l’attribuzione del marchio De.C.O. da parte di comune di Malesco.

LE CARATTERISTICHE
Considerato una sorta di surrogato del pane, il rundijn si ottiene realizzando una pastella a base di acqua e farina che viene stesa molto sottile e lavorata in maniera simile ad una crepe facendola addensare su una piastra arroventata fin quando non si stacca. Una volta cotto, viene trasferito su un piatto, condito e ripiegato in tre o in quattro parti.

LA PRODUZIONE
La caratteristica che, un tempo contraddistingueva i Runditt era quella di essere cotti su una lastra di pietra ollare arroventata chiamata “preia di runditt”. Con il tempo, la pietra venne sostituita con una piastra in ferro (generalmente di forma rotonda ma talvolta anche quadrata) riscaldata sulle braci di un camino, su una stufa o, semplicemente, sul fuoco a gas. Nella regione se ne possono assaggiare differenti varianti che spaziano dagli amiàš, tipici della località di Colomo, fatti con il grano saraceno, agli stinchéet della Val Vigezzo, alle miacce a base di farina di frumento o di mais, tipiche della Valsesia, sino alle miasse del Canavese nord occidentale preparate con farina di grano e granoturco, acqua, uova, olio e sale.

LA CULTURA
La versione più rappresentativa della ricetta resta, comunque, quella custodita dalle donne di Malesco e tramandata di madre in figlia sin da epoca antichissima. Ed è proprio qui, infatti, che in collaborazione con l’Ecomuseo Ed Leuzerie e di Scherpelit, sono state istituite l’Accademia dei Runditt e la Sagra Rundìtt, turtei e turte ad San Per” per promuoverne e tutelarne la ricetta. Ed è proprio qui che il prodotto ha ottenuto il marchio De.C.O.. Dal 2017, inoltre, i Runditt sono entrati a far parte della comunità di Slow Food che li ha inseriti nel progetto Arca del Gusto.

IN CUCINA
Delicati e deliziosi, i Runditt, per essere apprezzati a pieno, devono essere gustati ancora caldi. Tradizionalmente vengono serviti semplicemente conditi con burro d’Alpe e sale, ma non manca chi li accompagna anche con salumi e formaggi, come spesso avviene durante la sagra.

La ricetta: Runditt. Ingredienti: farina, acqua, sale, burro.
Il processo di preparazione dei Runditt richiede che la piastra venga fatta scaldare su una fonte di calore facendo attenzione che non si arroventi eccessivamente. Quando la piastra raggiunge la temperatura desiderata, la pastella viene distribuita sulla sua superficie realizzando dei cerchi concentrici con l’ausilio di un cucchiaio di legno, partendo dai lati e tirandola il più sottile possibile dimodoché sia raccolta con la punta. Dopo pochi secondi la pastella si sarà solidificata e comincerà a distaccarsi dalla piastra. A questo punto potrà essere trasferita su un piatto piano per spalmare il burro d’Alpe e cospargere di sale. I Runditt, infine, vengono ripiegati su sé stessi prima di essere serviti.

Se desideri preparare i Runditt in casa ma non possiedi gli strumenti tradizionali, prova ad usare quelli per fare le crepes.

IL TERRITORIO
La Val d’Ossola è ancora poco frequentata dal tipico turismo alpino e regala paesaggi incontaminati di una bellezza selvaggia. Ma la zona è pervasa anche da atmosfere mistiche, tanto che l’Unesco ha riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità il Sacro Monte di Domodossola, un gruppo di monti prealpini che ospita il Sacro Monte Calvario.

FONTE: https://www.turismo.it