Parola al Direttore – L’atteggiamento Mentale del Fornaio di Successo

Il fornaio di successo rappresenta – oggi – un profilo nettamente diverso rispetto al suo passato. Egli è pervaso dalla voglia di confrontasi e differenziarsi dai suoi colleghi, legandosi sempre di più al concetto di evoluzione e trasformazione del proprio lavoro. Al fine di riuscire nei propri obbiettivi,  il fornaio concentra le proprie energie mentali e fisiche in maniera più concreta e proficua, senza perdere mai il suo orientamento artigianale e professionale.

Le responsabilità comprendono spesso importanti sacrifici – e allo stesso tempo – consente di far  accrescere la sua  figura più matura e capace di gestire con destrezza il potere strategico delle sue DECISIONI. Il lavoro assume una nuova direzione che viaggia  parallelamente al concetto di riformulazione del proprio ATTEGGIAMENTO MENTALE capace di mantenere alto il valore percettivo nel proprio campo di azione. Cambiare il proprio atteggiamento mentale significa trasformare le possibilità da probabili a reali e abbreviare i tempi che ci dividono da obbiettivi più  interessanti e redditizi.  La mente è un muscolo che si alimenta grazie al continuo flusso di INFORMAZIONI che consentono di svolgere le operazioni dalle più semplici a quelle più complesse. Possiamo – quindi –  definire le informazioni una LINFA INESAURIBILE di idee pronte a sbocciare e in grado di dare sfogo a risorse importanti e di risultati esponenziali. L’importante è saper leggere queste nel momento in cui ci si presentano davanti, soprattutto quando si manifestano al di fuori del nostro guscio lavorativo.

I segnali che assumiamo al di fuori del nostro contesto possono assumere una grande forza per la nostra causa perché ogni informazione ha dalla sua parte un grande motore  alimentato dalla CURIOSITÀ.

Se non si e’ un po CURIOSI non si ottengono INFORMAZIONI per concludere progetti di SUCCESSO!

Le informazioni si dividono in due tipologie

  • INFORMAZIONI DI BASE – Le informazioni che fanno parte del nostro bagaglio professionale ossia le esperienze di tipo pratico e che ci vengono tramandate per tradizione – Tutto ciò che riguarda la conoscenza del nostro lavoro. Es. Per imparare a fare il fornaio, un comune apprendista, potrebbe metterci del tempo ad imparare il mestiere in quanto privo dell’esperienza e delle informazioni fondamentali. Queste informazioni il fornaio le ha ben radicate nel suo DNA ed è difficile che esse possano svanire di punto in bianco.
  • INFORMAZIONI PERCETTIVE – Sono quelle che ci legano alla percezione esterna che il nostro cliente prova nei confronti della nostra attività – Sono informazioni spesso eclissate dalla nostra ROUTINE QUOTIDIANA ma che sono indispensabili per intercettare nuove idee su cui vale la pena di lavorare ed investire tempo e attenzione. Rappresentano una profonda chiave di lettura che possono conferirci preziosi suggerimenti dandoci una mappa reale delle nostre possibilità. Sono segnali pluri-direzionali che possono provenire dal cliente come dal mercato o dal semplice studio della concorrenza.

IMMAGINE-ART.-1 Parola al Direttore - L'atteggiamento Mentale del Fornaio di Successo

DOBBIAMO UTILIZZARE LE INFORMAZIONI ALLE QUALI GLI ALTRI NON DANNO LA DOVUTA IMPORTANZA … OSSIA … VEDERE DOVE GLI ALTRI NON VEDONO O FANNO FINTA DI NON VEDERE PER PURA DISTRAZIONE O PER PURO DISINTERESSE

Quale può essere il modo di far entrare nella nostra testa le informazioni più utili e funzionali?

PONIAMOCI  DEGLI INTERROGATIVI ESPLICITI

Le informazioni sensibili possono essere estrapolate attraverso una serie di domande utili a capire meglio quale direzione prendere, per avvantaggiarci rispetto ad un comune concorrente che tralascia per strada i dettagli più significativi

Es:  Cosa non fa il mio concorrente?

  • Non rimane aperto nei momenti importanti sfruttando il flusso turistico
  • Non ha messo i tavolini fuori per accogliere il cliente che vuole consumare comodamente seduto
  • Non ha inserito un frigo per le bibite per dare un servizio in più e dissetare il cliente
  • Non ha messo i nomi dei prodotti tipici in doppia o tripla lingua per i turisti stranieri
  • Non ha messo in evidenza un espositore con piccoli depliant d’informazione relativi ai suoi prodotti specificando gli effetti benefici e le caratteristiche
  • Non cura il punto vendita dal punto di vista estetico e informativo con promozioni e messaggi importanti
  • Non ha creato un elenco cartaceo dove segnalare i giorni della settimana nei quali sono prodotti determinati tipi di pani rispetto ad altri – Es Martedì: kamut – multi cereali – orzo – Mercoledì: tritordeom – segale – multisemi
  • Non sforna il pane caldo tre volte al giorno per garantire un pane sempre fresco creando flusso e coda nel suo negozio
  • Non ha uno schermo LCD dove far scorrere delle immagini invitanti che danno lustro al negozio invogliando il cliente al consumo
  • Non cura l’immagine dei suoi dipendenti al bancone – Divise curate – linguaggio- accoglienza
  • Non forma i dipendenti sui prodotti da promuovere in vendita (grano tenero – duro – kamut) Es. Domanda del cliente: Che differenze di sono tra grano duro e tenero?
  • Non rinnova mai la gamma prodotti inserendo le novità del momento in funzione alla tendenze del mercato e alle esigenze del consumatore
  • Non investe il suo tempo nel rapporto con il pubblico ascoltando suggerimenti o critiche costruttive
  • Non investe nella qualità delle materie prime – farine con germe di grano – tipo 1 – integrale macinato a pietra – farro – orzo – tritordeum
  • Non dedica tempo in riunioni di staff per organizzare la promozione dei prodotti avvalendosi di suggerimenti per il personale e ponendo obiettivi alla vendita
  • Non ascolta i segnali degli addetti alla vendita in merito ad un problema di produzione di uno o più prodotti (ES. poco pane il sabato oppure questo prodotto non va – ci chiedono questo o l’altro – questo pane è crudo o troppo cotto)
  • Non studia il suo concorrente per fare meglio di lui e batterlo sul tempo
  • Non promuove eventi intorno ad un prodotto nuovo che merita attenzione
  • Non cura le vetrine a livello professionale
  • Non concepisce un prodotto intorno all’ esigenza del consumatore..Es Pane a basso impatto glicemico fatto con farina di fibra solubile (diabete) – Pane senza lievito a base yogurt (intolleranti al lievito) – Pane senza glutine per intolleranti e non per celiaci – focacce e biscotti vegani – biscotteria senza zucchero – biscotteria senza burro
  • Non si preoccupa ad inserire sul bancone piccoli assaggi per promuovere un nuovo prodotto – non stuzzica il cliente a farsi abbandonare nelle braccia del gusto
  • Non è preciso nel rispettare scadenze e ordini del cliente.
  • Non si preoccupa a contattare il cliente dopo avergli fornito un buffet per capire se tutto è stato di gradimento – il cliente viene stupito, apprezza l’interesse e aumenta il rapporto di fedeltà
  • Non imbastisce accordi strategici con clienti che hanno il suo stesso fine (eccellenza). Es. salumerie gourmet di alto livello – locali esclusivi che vogliono investire nella varietà del pane
  • Non investe in corsi di formazione del personale di produzione – collaboratori
  • Non si sofferma a descrivere al cliente il prodotto al fine di favorirne la vendita
  • Non elimina dal bancone prodotti mal riusciti o che non sono all’altezza della vendita
  • Non assaggia mai i prodotti che fa per comprendere se ci sono anomalie nel processo produttivo
  • Non si preoccupa dell’estetica del prodotto – e invece anche l’occhio vuole la sua parte

Questi sono solo alcuni esempi ma potremmo procedere all’infinito.

LA DIFFERENZA FRA UN PANIFICO COMUNE E UNO DI GRANDE SUCCESSO STA NEL TRASPORTO EMOZIONALE. CIO CHE PROVIAMO SI RIFLETTE  NEI DETTAGLI E NELLA PASSIONE CHE CI METTIAMO IN OGNI SUO PREZIOSO ASPETTO

Di Pier Andrea Guida – Direttore di pianetapane.it