Montelupo celebra i grani antichi, per un giorno si mangia il pane dei nonni

MONTELUPO FIORENTINO (Fi) – Mercoledì 6 novembre la mensa comunale proporrà agli alunni delle scuole pubbliche e private e a tutte le persone a cui distribuisce i pasti il pane fatto con i “grani antichi”, un tipo di farina di elevata qualità che recupera le colture tradizionali.

Si definiscono “grani antichi” tutte le varietà che venivano coltivate prima che si iniziasse a selezionare i grani per fini industriali, pressappoco a partire dagli anni Settanta del Novecento. Infatti le varietà oggi più diffuse sono tutte nate negli ultimi decenni per rispondere alle esigenze dell’industria alimentare che ha bisogno di farine forti, dall’alto indice di glutine, che possano essere lavorate velocemente e ad alte temperature per accorciare i processi produttivi.

Ma quali sono gli elementi che rendono preferibili i grani antichi a quelli moderni? Anzitutto contengono meno sostanze nocive, poi vengono raffinati di meno, hanno meno glutine, richiedono lavorazioni artigianali, sono più digeribili e, infine, contengono più nutrienti.

Nell’estate del 2017 Montelupo Fiorentino ha aderito all’associazione “Grani antichi di Montespertoli”, da anni impegnata a ricreare e diffondere una filiera di frumento andata perduta e a promuovere la coltivazione e l’impiego dei grani antichi.

Il Comune utilizza già per il servizio mensa prodotti provenienti da coltivazioni a filiera corta e ha intrapreso il percorso verso l’uso esclusivo di prodotti biologici. Da alcuni anni possiede dei terreni agricoli nella bassa val di Pesa affittati a un’azienda agricola. A breve, proprio quei terreni saranno seminati a grani antichi, in base alle indicazioni date dall’associazione per la coltivazione di questo tipo di filiera.

In questo percorso di valorizzazione delle colture antiche e di un’alimentazione di qualità si colloca l’iniziativa del 6 novembre, il secondo appuntamento di quest’anno dopo quello di aprile: la mensa scolastica servirà il pane fatto con grani antichi coltivati nei terreni degli agricoltori aderenti all’associazione.

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