Montefiore, L’integrazione si fa sfornando il pane: la storia di cinque disabili a caccia delle migliori ricette

Si chiamano Gabriele, Giovanna, Elena, Marinella e Angelo, e da qualche giorno trascorrono le loro mattinate con le mani in pasta. Sono loro i partecipanti del nuovo laboratorio di panificazione nato all’interno degli spazi della cooperativa sociale Montefiore Conca di Ca’ Santino, nel riminese, che accoglie persone con disabilità psichiche. Il progetto, avviato grazie alla collaborazione con Mo.Ca, azienda di Coriano che produce semilavorati per panifici, pasticcerie e gelaterie, ha l’obiettivo di sviluppare le capacita’ e le competenze del gruppo, creando un vero e proprio laboratorio di panificazione che lavori sul territorio.

“Abbiamo organizzato tre giornate di formazione per cinque dei nostri ospiti, sia residenziali che diurni – spiega Pier Paolo Frontini, referente del progetto – I ragazzi hanno imparato a impastare, cuocere il pane e utilizzare gli strumenti che si trovano in ogni forno, aumentando così le proprie competenze professionali. Abbiamo deciso di produrre il pane, i biscotti e tutti gli altri prodotti con ingredienti a chilometri zero, provenienti dai territori vicini a Ca’ Santino, alcuni dei quali sono frutto del lavoro stesso dei ragazzi, come ad esempio la lavanda utilizzata per preparare i panetti aromatizzati, ma anche il rosmarino per le focacce”. Al termine del corso di formazione, i cinque aspiranti fornai hanno ottenuto una qualifica che permette loro di manipolare alimenti con tutti i requisiti a livello sanitario. E così, ogni mattina i ragazzi si incontrano per preparare pane, biscotti, cracker e tutto il necessario per i pasti del centro. Obiettivo, però, è quello di iniziare a vendere i loro prodotti anche in alcuni negozi della zona.
“L’attività di distribuzione vera e propria comincerà dal 2020 – racconta Frontini -. Nel frattempo, i ragazzi insieme agli educatori si stanno ingegnando per trovare le ricette migliori.
Per loro questa è un’importante occasione di scambio e valorizzazione delle proprie competenze: oggi questi giovani hanno un progetto, che li fa sentire responsabilizzati e dà loro grande soddisfazione”.

FONTE: https://www.riminitoday.it