Michetta: vuota al suo interno, croccante e leggera

La Michetta è un tipo di pane soffiato, ovvero cavo al suo interno, che si riconosce dal tipo di stampo a stella con un “cappello” centrale. Molto diffusa in Lombardia, specialmente a Milano, e conosciuta in gran parte d’Italia anche come rosetta o stellina nel bergamasco.

Storia:

La Michetta nasce durante il periodo dell’occupazione austriaca. I funzionari dell’Impero austro-ungarico, cui faceva capo la Lombardia dopo il Trattato di Utrecht (1713), portarono a Milano alcune novità alimentari che i milanesi fecero proprie, come il Keisersemmel, un panino dalla forma di piccola rosa. Questo tipo di pane a Milano non rimaneva fresco e fragrante fino a sera, a differenza di quanto accadeva a Vienna. Bisognava quindi privare quel pane della mollica, svuotarlo e renderlo “soffiato”, così sarebbe stato fragrante. I maestri panificatori milanesi riuscirono nel loro intento e crearono un pane unico le cui caratteristiche l’hanno reso famoso. I Milanesi si rifiutarono di chiamare quel pane Keisersemmel (kaiser significa, in tedesco, imperatore) e decisero di utilizzare il diminutivo “micca”, ossia “Michetta”.michetta2 Michetta: vuota al suo interno, croccante e leggera

Preparazione della michetta:

La Michetta nasce dalla miscela di farina, lievito, malto, sale e acqua. Ha un peso variabile tra 50 e 90 g, con la caratteristica forma a fiore che viene ottenuta con 5 incisioni, realizzate sulla pasta ancora cruda, che dividono il panino in altrettanti spicchi, simili ai petali di un fiore (da cui il nome di “rosetta”).

Oggi il processo di lavorazione della Michetta consiste nella preparazione della biga, cioè un composto di farina, acqua e lievito lasciato riposare per circa 20 ore in un luogo fresco. La biga è impastata con farina, acqua e malto ai quali viene aggiunto in un secondo momento il sale. L’impasto è lasciato riposare per circa 10’ e viene compresso in un’apposita macchina. È diviso in grossi pezzi che, una volta unti con l’olio di oliva, sono lasciati lievitare per circa 40’. Successivamente vi è un’ulteriore suddivisione in pagnottelle, sottoposte a stampaggio perché assumano la forma tipica. Infine, le Michette sono lasciate lievitare per ancora 40’, prima di essere infornate a 240-250 °C.

Caratteristiche:

È friabile, fragrante e con consistenza croccante. Il colore va dal giallo sabbia della superficie, più porosa, all’ambrato con tonalità marroni chiare della crosta liscia. Il profumo è delicato e il sapore è ben sostenuto dalla presenza salina. La sua freschezza è piuttosto breve: dopo poche ore dalla cottura diventa elastica, molle e gommosa, in particolare se conservata in sacchetto.

michetta-4 Michetta: vuota al suo interno, croccante e leggera

Ricette, usi, abbinamenti:

Un tempo la Michetta era usata, in particolare, per preparare sandwich: un impiego facilitato dalla caratteristica cavità interna che si presta ad essere farcita. La Michetta si presta anche ad accompagnare preparazioni spalmabili e cremose, carpacci di pesce e di carne, arrosti freddi affettati sottili, carni cotte alla griglia e piatti in umido come il brasato di manzo o lo spezzatino di vitello. Inoltre, accompagna verdure delicate come asparagi e si combina con uova alla coque. Infine, può essere impiegata per la preparazione di tartine calde.

Curiosità:

Nel 2007 ha ottenuto dal Comune di Milano il riconoscimento De.Co., assegnato dal capoluogo lombardo ai prodotti gastronomici tradizionali milanesi.

FONTE: https://lorenzovinci.it