Maestro Pascal Barbato – La zona di Confort

Quando mi capita di interfacciarmi in aula, soprattutto con ragazzi più giovani, mi piace dedicare una porzione del tempo da trascorrere assieme, alla  “zona di comfort”.

Che dire, ne sento di ogni quando chiedo loro cosa sia o cosa credono sia. Statisticamente ho appurato che il divano la fa da padrone e in un certo senso non è del tutto errato, anche se quello a cui mi riferisco appartiene ad un aspetto un po’ più emozionale ed introspettivo.

Per raccontarla nel modo più semplice che mi viene in mente, è quella porzione di spazio (emotivo) in cui non proviamo paura.

Ognuno ha la sua e il bello è che ognuno l’ha costruita in una vita di credenze, abitudini di modi di fare o anche semplicemente per aver sentito dire ed ognuno ci sta comodo!

Qualche volta ci si sta comodi soltanto per abitudine, perché si è sempre fatto cosi e molte volte ci si sta comodi, nonostante sia davvero scomodo.

Per cercare di essere più chiaro: quante volte nel nostro lavoro ci è capitato di avere la sensazione che non vada tutto nel verso giusto, o comunque nel verso che vorremmo? E quante volte, nonostante questa presa di coscienza, abbiamo compiuto azioni diverse per modificare lo stato delle cose? È più facile trascinare queste situazioni, tanto “finché la barba va …”, ecco, in questi casi, sguazziamo nella nostra “comfort zone”.

Ok,  spero di aver fatto un po’ di luce su questo spazio dell’anima che ognuno di noi ha costruito, perché mi interessa spostare l’attenzione sulla linea di confine del confort, ovvero quando, sull’orlo del precipizio decidiamo di guardare oltre …

Paura?

Ebbene si!

lo spazio entro cui decidiamo di circoscrivere la nostra zona di comfort è delimitato dalla paura che proviamo ad andare oltre. Eppure, a pensarci bene, quello spazio lo abbiamo reso più o meno grande noi, affrontando mille volte le paure che la vita ci ha proposto, faccio un esempio che oggi sto vivendo nel mio quotidiano familiare. Ho un bimbo di quasi 4 anni che ogni tanto palesa la paura del buio, normale, ci siamo passati tutti e ogni volta che me lo dice, non sminuisco mai dicendo che c’è nulla, ma  gli racconto che la paura è la strada che bisogna percorrere per avere coraggio e che ogni volta che la guardiamo negli occhi e la vinciamo, diventiamo un po’ più grandi e un po’ più coraggiosi.

Quindi, appartiene già al nostro saper fare, quello di vincere la paura, dobbiamo solo ricordarcene e andare oltre.

Sull’orlo del precipizio, tocca a noi decidere se aver paura e tornare in dietro oppure spiccare il volo.

Pascal Barbato