Il buon pane non fa ingrassare

Demonizzato in tutte le diete, è arrivato il momento di riabilitarlo: il pane non fa ingrassare ed del tutto inutile e spesso dannoso escluderlo del tutto dalle diete. C’è pane e pane però e quello buono può fare la differenza. Fondazione Umberto Veronesi ha stilato un decalogo di valutazione del pane e spiegato il valore che questo prodotto può assumere nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata.

I VANTAGGI DI MANGIARE DEL BUON PANE
Il pane può essere contemplato quotidianamente in un’alimentazione di tipo preventivo come quella mediterranea: la dieta mediterranea è uno dei regimi alimentari maggiormente abbinati ad una riduzione del rischio per malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore. Prevede per ogni pasto principale il consumo di 1, 2 porzioni di cereali preferibilmente integrali o derivati, tra cui naturalmente il pane per il quale la porzione, secondo linee guida, equivale a 50g.
Il pane non ingrassa, se nelle giuste quantità: il pane è fonte di fibra che aiuta la regolarità intestinale, il controllo del peso corporeo (dando maggiore senso di sazietà), la salute del microbiota intestinale.
Il pane dà energia: le linee guida della Società Italiana di Nutrizione prevedono che l’energia quotidiana debba derivare per il 45-60% dai carboidrati (principalmente complessi) ed il pane ne è buona fonte.
ll pane è parte integrante di un pasto sano: secondo gli esperti di nutrizione della Harvard T.H. Chan School of Public Health un piatto salutare e bilanciato è composto per metà da verdura e frutta (2/3 e 1/3), per un quarto da fonti proteiche, di preferenza pesce o legumi, per un quarto da cereali di preferenza integrali o da derivati tra cui il pane è un ottimo esempio.

IL BUON PANE È FATTO COSI’
Il pane, per far bene e non male, deve essere ben fatto: un pane è tanto più salutare quanto lo sono gli ingredienti che lo compongono ovvero farina, lievito acqua e sale (e eventuali altre aggiunte che ne possono arricchire il valore nutrizionale es. frutta secca o semi). La qualità della farina è l’elemento fondamentale, valore aggiunto sarà l’utilizzo del lievito madre e quello di una bassa quantità di sale, in accordo con le linee guida internazionali che esortano ad un consumo di sale inferiore ai 5g al giorno.
Queste solo le conclusioni alle quali sono giunti gli esperti della Fondazione Veronesi. ll decalogo è stato stilato durante una sessione di degustazione con i migliori panificatori italiani all’Accademia del panino italiano di Milano. Il pane buono è merce sempre più rara, ma negli ultimi mesi abbiamo assistito a un vero e proprio boom di professionisti di grande mestiere che stanno cercando di restituire a questa icona del pranzo all’italiana la sua importanza all’interno del pasto. La qualità è il vero mantra di una serie di moderni panificatori, che stanno portando avanti una rivoluzione che coinvolge questo semplice prodotto, che richiede grande competenza e materie prime di estremo livello.

L’ESAME PER RINOSCERE IL BUON PANE
Ecco quali sono i criteri per definire il pane studiati dagli esperti:
Analisi visiva: Attrattività/Seduzione
Analisi olfattiva: Fragranza/Freschezza – Genuinità/Franchezza – Eleganza/Finezza – Ricchezza/Complessità
Analisi tattile: Tessitura/Vaporosità – Croccantezza/friabilità
Analisi gustativa: Equilibrio/Armonia
Analisi esperienziale: Coerenza generale – Memorabilità

FONTE: https://www.ragusanews.com