GRANO KERNZA, CHE COS’È E PERCHÉ POTREBBE SALVARE IL PIANETA

Il grano Kernza è per molti ancora qualcosa di sconosciuto ma per i suoi sviluppatori si tratta di una rivoluzione che aspetta solo la giusta scintilla. Tutto nasce da un errore che i nostri antenati avrebbero commesso qualcosa come 12 mila anni fa, il giorno in cui hanno deciso di coltivare grano, riso e altre piante annuali. Il  thinopyrum intermedium, rinominato Kernza da chi ha scelto di puntare sulla sua coltivazione, è invece una pianta perenne e questo potrebbe fare tutta la differenza.

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Come nasce il grano Kernza e perché è importante

Il grano Kernza punta a risolvere uno dei grandi problemi dell’agricoltura moderna: la necessità di dover ripiantare ogni volta dopo il raccolto. Per consentire ad un nuovo raccolto di crescere è necessario distruggere tutta la vegetazione in campo in modo da consentire alla debole pianta coltivata di prosperare. Gli erbicidi utilizzati per raggiungere lo scopo non solo sono spesso inquinanti per il suolo ma, distruggono anche l’ecosistema di uccelli e insetti. Arare i campi inoltre libera l’anidride carbonica catturata e immagazzinata nel suolo dalle piante.

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Il cambio di rotta è stato immaginato una quarantina d’anni fa dallo scienziato ambientalista Wes Jackson e solo oggi, di fronte al fantasma non più troppo lontano di una crisi alimentare mondiale, si inizia a parlarne seriamente. Non più soltanto un esperimento scientifico a lungo termine ma, una prospettiva reale per il futuro dell’agricoltura.

Il vantaggio del grano Kernza

Assieme al The Land Institute con sede in Kansas, negli Stati Uniti i ricercatori hanno puntato su un tipo di coltivazione differente, una coltivazione basata sul Kernza, una pianta dalle radici estremamente forti in grado di resistere tutto l’anno e non avere così la necessità di venire ripiantata ogni volta. Una pianta in grado anche di «alimentare il terreno» invece che obbligare gli agricoltori a distruggerlo.

 

La pianta non richiede quindi una risemina annuale: un vantaggio non solo per l’ambiente ma, anche un risparmio di lavoro per gli agricoltori. Tra gli altri vantaggi anche quello di poter utilizzare macchinari agricoli tradizionali per la raccolta senza richiedere ulteriori investimenti per la sua coltivazione. Per gli ultimi 15 anni il lavoro è stato soprattutto di selezione. Il Kernza infatti produce un seme dalle dimensioni circa 1/5 di quelle del grano attuale e la consistenza della sua farina non è ancora eccezzionale. Il grano dopotutto parte avvantaggiato con qualche migliaio di anni di selezione umana alle spalle.

I sostenitori del grano Kernza sono fiduciosi di poter raggiungere produzione e qualità del grano tradizionale in tempi rapidi. Specialmente vista la crescente attenzione di alcuni grandi produttori americani come General Mills pronti ad investire per portare sulle tavole degli americani cereali e prodotti da forno a base di grano Kernza. I tempi paiono maturi come mai prima per un cambio radicale di approccio all’agricoltura.

FONTE: https://www.innaturale.com