Ghersino torinese, storia del gustoso snack che piaceva proprio a tutti

Conosciuto anche come “le petit bâton de Turin” (così chiamato nientemeno che da Napoleone), il grissino torinese (o ghersino) ha radici molto antiche.

Conosciuto in tutto il mondo e soprattutto in Italia, il grissino è uno snack che non delude mai.

Ma quali sono le sue origini?

Il ghersino e le origini piemontesi

E’ un fatto che in buona parte d’Italia i pacchetti di grissini rechino la dicitura “torinesi”. Questo dipende dal fatto che le origini del ghersino, sebbene non siano esattamente databili, affondano le loro radici in Piemonte.

Nel lontano 1643 uno scritto di Rosseau ne citava l’esistenza nella zona di Chivasso.

Nel 1679 i grissini arrivarono a Torino grazie al panettiere Antonio Brunero, con il cui contributo chiunque tra i grandi del passato abbia soggiornato a Torino pare non abbia più potuto farne a meno; finanche il grande Napoleone Bonaparte.

Filoncini di pane salati e piacevolmente croccanti, i ghersini seppero conquistare proprio tutti.

Anche nell’arte possiamo trovare alcuni esempi di come questo gustoso alimento abbia avuto un forte impatto culturale.

Ad esempio ai piedi dell’Obelisco di Piazza Savoia nel 1853, quando vennero murati alla base alcuni oggetti di valore simbolico per l’epoca, figurava anche un pacchetto di grissini, insieme a due numeri della Gazzetta del Popolo, a una bottiglia di Barbera, a delle monete e a un pacco di riso.

Una storia lunga per una ricetta semplice

Come detto il ghersino torinese ha radici davvero profonde nella storia della nostra città.

Come nella maggior parte dei casi la sua ricetta è davvero semplicissima: farina 00, acqua, lievito e sale.

Con una composizione identica a quella del pane e una forma più sottile, allungata e ridotta, il grissino è un prodotto naturalmente più goloso e croccante.

Esempio indiscusso della tradizione e dell’arte della gastronomia tradizionale italiana il ghersino non manca mai su alcuna tavola da molti secoli.

FONTE: http://www.mole24.it